Dott. Nicola Grande


Come raggiungere l’apice nel 100% dei casi


3 crediti ecm

Dopo l’accesso alla camera pulpare e la localizzazione degli orifizi canalari la necessità di sondare i canali radicolari e creare un percorso di scorrimento (glide path) sicuro e prevedibile fino all’apice costituisce certamente una delle fasi più delicate del trattamento endodontico. Nella pratica clinica, oltre l’80% dei canali radicolari nei trattamenti primari può essere definito come “caso standard”, poiché questi canali presentano un glide path naturale che può essere percorso con successo fin dall’inizio e preparato agevolmente con una tecnica di strumentazione base. Il restante 15-20% dei canali in trattamenti primari può essere definito come “caso complesso”, poiché questi canali possono presentare variazioni anatomiche che rendono la procedura di sondaggio la fase più delicata e complicata dell’intero trattamento.  Nei casi di ritrattamento invece, il primo ostacolo all’ottenimento della pervietà del lume canalare, è rappresentato dalla necessità di rimuovere il materiale da otturazione canalare presente; questa fase può essere oggi facilmente e rapidamente superata attraverso il corretto utilizzo di strumenti utilizzati con movimento reciprocante. Molto spesso, nei ritrattamenti la problematica più complessa è rappresentata dalla presenza di gradini o canali bloccati apicalmente dal vecchio materiale da otturazione canalare.

Nicola Grande "Come raggiungere l’apice nel 100% dei casi"

Verranno analizzati diversi possibili scenari clinici, considerando dapprima i casi in cui il glide path è presente sin dall’inizio della terapia; successivamente verrà analizzato perché, in alcuni casi, ci siano difficoltà nella negoziazione causate da impedimenti che possono essere coronali o apicali e verrà illustrato come affrontare clinicamente queste situazioni. In questi casi, sarà anche descritto l’uso di strumenti reciprocanti di piccole dimensioni nel sondaggio di canali particolarmente complessi. Verrano descritte tecniche ibride in cui utilizzare alternare la tipologia di metallo (austenitica e martensitica) e la taglia dello strumento nei casi clinici con curvature radicolari estreme ed infine la strategia per approcciare casi che richiedono una preparazione minimamente invasiva al fine di preservare la dentina pericervicale. Verrano infine date le indicazioni alla risoluzione chirurgica di problematiche endodontiche ed eventuali possibilità della tecnica del reimpianto intenzionale.


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